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martedì 15 ottobre 2024

Servi della vita

Nella prima audizione delle commissioni del Senato sul fine vita, hanno ben parlato le rappresentanti dell'Associazione Luca Coscioni, concrete, logiche, competenti in termini medici e giuridici e autenticamente umane, in mezzo agli sproloqui dei cattolici.

Particolarmente impressionante è stato l'incipit del rappresentante dell'Associazione Medici Cattolici Italiani: "Nessuno è padrone della propria vita, ma siamo tutti servitori della Vita".

Potrei concordare e completare: la vita individuale non esiste è solo un tassello di un insieme vivente che comprende l'intero pianeta. 

Ma questo deve avere come conseguenza che il singolo vivente non ha più nessun diritto su di sé?

E cos'è questa Vita astratta che domina coloro che attraversa?   

La Vita a cosa punta? Con buona pace di Charles Dawkins - che afferma non esista una volontà di sopravvivenza delle specie, ma solo degli individui, anzi dei singoli geni che li determinano seppur in collaborazione con altri geni - dobbiamo arguire che ciò che conta è la trasmissione della vita attraverso gli individui pedoni di un gioco più grande di loro.

Ma ciò ha delle conseguenze: 

- gli individui che hanno assolto o non sono abili alla riproduzione o non favoriscono la riproduzione di altri non servono più e sono eliminabili;

- se non riprodursi è la colpa più grossa dell'individuo torna in auge il biblico maledetto colui che disperde il proprio seme, che deve obbligatoriamente essere offerto al compito riproduttivo e ancor più stringente è l'obbligo di salvaguardare i più rari e dunque più preziosi ovuli e dunque vi è un obbligo per ogni donna di ottenere la fecondazione di ogni ovulo che giunga a maturazione;

- se la vita è il bene supremo non possiamo accettare la perdita di nessuna vita nemmeno quella degli animali e dobbiamo essere tutti vegani e accettare ratti, insetti e ogni parassita, non possiamo uccidere le piante e dobbiamo divenire tutti fruttariani (anche se è un regime alimentare non sostenibile)  e dovremmo evitare di uccidere anche i micro organismi che neppure vediamo.

Assurdo? sì certo come è assurdo dire che la vita di un uomo non è sua, ma appartiene ad un dio che nessuno è in grado neppure di dimostrare che esista, ma, strano caso, chi propone questa visione ne è il portavoce che mentre detta le regole divine può arricchirsi e godere del potere supremo sulle persone: il controllo della loro coscienza! 



sabato 12 ottobre 2024

Quale diritto?

 C'é un grande stracciarsi le vesti perché Israele non rispetta la risoluzione ONU 1701 del 2006.

Ma quella risoluzione prevedeva che a Sud del Litani vi fosse una zona demilitarizzata, sotto il controllo del governo libanese .

Invece per decenni gli Hezbollah hanno continuato non solo a controllare il territorio, ma ad accumulare armi. Perché nessuno si é scandalizzato di ciò o ha dato la possibilità all’UNIFIL di fare ciò che doveva fare - salvaguardare la pace - e non ha mai fatto? 

Da oltre un anno poi, cioè dall’8 ottobre 2023 (prima che Israele reagisse al pogrom di Hamas!), dalla supposta area cuscinetto del sud del Libano, sono partiti decine di missili al giorno verso Israele, costringendo all’evacuazione 70000 persone lungo il confine libanese e tenendo sotto assedio - con continue corse ai rifugi -  per le inevitabili falle del sistema di difesa antimissilistico metà della popolazione nazionale (l’altra metà é minacciata da Gaza dai terroristi di Hamas).

Quindi, a parte che il diritto internazionale deve essere rispettato da tutti e non un alibi per bloccare solo i sionisti, se qualcuno infrangendo impunemente il diritto internazionale mette a rischio il diritto alla vita delle persone, anche se ebree, non deve forse prevalere quest’ultimo diritto?


lunedì 7 ottobre 2024

Il vero antifascismo

Non basta condannare i nazifascisti bisogna anche difendere gli ebrei.

Ebrei perseguitati da ben prima che nascesse il nazismo e oggi perseguitati anche da chi si proclama antifascista, ma finisce per non esserlo.

Chiamare genocidio il dramma di Gaza e ora del Libano é palesemente falso (gli israeliani avvisano la popolazione prima di bombardare, Hamas usa i civili come scudi umani, è funzionale alla strategia di Hamas avere molte vittime civile è un disastro per Israele), ma ancora più grave é dire che gli ebrei stanno facendo ai palestinesi (o ai libanesi) ciò che i nazisti hanno fatto loro. Chi lo dice é, magari inconsciamente, un antisemita. Infatti, questa affermazione, oltre ad avvallare le menzogne sull'operato dell'esercito israeliano, da un lato sminuisce la Shoà dall'altro ne dà una giustificazione a posteriori: gli ebrei si sono meritati la persecuzione nazista e quella di oggi di Hamas e tutte le altre perché sono intrinsecamente malvagi. Così si avvalla il peggiore dei crimini dei nazifascisti, se ne condivide l'ideologia razzista e settaria si diventa di fatto fascisti!


giovedì 3 ottobre 2024

Il nemico dei palestinesi

Nella sua come sempre splendida corrispondenza per Radio Radicale di oggi giovedì 3/10/2024 Fiamma Nierestein ha raccontato un aneddoto veramente paradigmatico. Nell'attacco iraniano in risposta al raid israeliano su Beirut l'unica vittima nota ad oggi è un civile ucciso da un missile iraniano caduto su Gerico. Si tratta di un palestinese fuggito dalla striscia di Gaza. Che sorpresa! Che ironia! Quindi scopriamo che per gli stessi palestinesi Israele è un rifugio accogliente, che i veri nemici dei palestinesi sono l'Iran e i suoi alleati in primis Hamas. 

Bisogna infatti riconoscere che Hamas ha scientemente e apertamente cercato di provocare una strage tra gli abitanti di Gaza per provocare la reazione del mondo arabo contro Israele e per far fallire dli accordi di Abramo. Gli scudi umani nelle scuole e negli ospedali, il blocco dei profughi perché non si allontanassero dalle zone di guerra sono la causa dell'elevato numero di vittime che gli israeliano non hanno per nulla cercato anzi hanno provato in tutti i modi di evitare. Ricordiamo anche che nelle operazioni militari a Gaza sono morti quasi 1000 militari israeliani un certo nervosismo tra i soldati israeliani è comprensibile.

Per capire chi sono i buoni e chi i cattivi ricordiamo anche il beduino israeliano liberato dall'esercito israeliano a Gaza, salvo perché in quanto musulmano i miliziani di Hamas non l'hanno ucciso preventivamente come i suoi compagni di prigionia ebraici e ricordiamo ancora i 12 bambini drusi (non ebrei né islamici, ma drusi) uccisi dagli Hezbollah nel Golan israeliano provocando la risposta militare israeliana.

Ma soprattutto dobbiamo sempre ricordare che il 7 ottobre 2024 vi è stato un pogrom anti ebraico con oltre 1200 morti tra cui donne e bambini e anziani, 250 ostaggi di cui molti già assassinati, stupri di massa. Il pogrom di Hamas si inserisce in pieno in un piano di genocidio. La reazione israeliana per quanto tragicamente  pesante per la popolazione palestinese non ha nulla a che vedere con un genocidio.

Migliaia di razzi sono stati lanciati contro Israele dal 7 ottobre da Gaza e dal Libano e solo la bontà del sistema anti missilistico ebraico ha salvato il paese.

Quale paese democratico che subisse attacchi di tale portata, con intere città evacuate da mesi non risponderebbe militarmente e non cercherebbe di bloccare i suoi nemici?

Perché chi ha cuore i diritti della comunità LGBTQ+ non si indigna per le vittime di Hamas uccise e rapiti in un rave party libero e non condanna la politica gender di Hamas che semplicemente assassina tutti i devianti rispetto alla più completa eterosessualità? 

mercoledì 11 settembre 2024

Il monopolio della narrazione e quello della mistificazione

Franceso Ognibene su Avvenire scrive oggi un articolo dal titolo "Il monopolio della narrazione sposta la bilancia delle coscienze".

In cui racconta dell'imprevista dedica di Sinner alla zia morente, del film di Almodòvar e della sua posizione pro-eutanasica, lamentandosi che questa posizione verrà riportata da tutti i media senza contenzioso e conclude che così:

"I diritti della maggioranza silenziata soccombono al martellamento mediatico del "diritto di morire'', che pone sullo stesso piano il valore delle due scelte (vivere o morire) e chiede a chi si oppone di tacere per non interferire con un "diritto in più': Ma non è certo questo che una società aperta e plurale può augurarsi."

Ma questa è la solita mistificazione di stampo clericale!

Nessuno tra i sostenitori del suicidio assistito o dell'eutanasia ha mai proposto di non consentire a chi vuole curarsi fino all'ultimo, sobbarcandosi di tutte le sofferenze connesse, di farlo.

Questa è la differenza: chi è favore della libertà di scelta rispetta la scelta diversa dalla sua.

Per i "cattolici" e per tutti gli altri oppositori della libera scelta invece la loro scelta, o meglio la scelta che loro affermano di volere fare, deve essere imposta a tutti anche a chi non vuole soffrire, ma direi meglio anche a chi non ce la fa proprio più a soffrire ancora.

Loro affermano di conoscere la strada per il paradiso, ma costringono all'inferno in terra anche chi all'al di là non ci crede o anche a chi non crede che per arrivare al paradiso bisogna seguire le loro indicazioni.

In una società aperta e plurale gli individui scelgono come vivere e come morire e non soggiacciono ai diktat del Vaticano, della CEI o di chiunque altro.

PS: questi "cattolici" possono ancora definirsi cristiani, giacché il Gesù a cui dicono di ispirarsi non era tenero contro i clerici, ma veniva incontro alle persone sofferenti.


 

venerdì 29 marzo 2024

FOOD FOR PROFIT

 Dopo aver visto e apprezzato il documentario di Giulia Innocenzi “Food for profit” al cinema Italia di Belluno e sentito i commenti della giornalista presente in sala, ci sono alcune considerazioni che sento di dover fare.

Le norme per il benessere degli animali esistono in Europa (e il film le cita più volte mostrando come siano inapplicate). Nemmeno i lavoratori nel settore carne vengono tutelati, ma sappiamo bene come la mancanza di controlli è un problema enorme, basta pensare agli incidenti sul lavoro. Anche nel campo degli allevamenti animali e del loro benessere le strade da perseguire sono 2: più controlli e più formazione per arrivare ad una coscienza, in questo caso eco-animalista, che renda i controlli utili come consulenza e non come repressione.

Cruciale è la definizione di allevamento intensivo. Dovremmo arrivare ad avere per ogni specie animale dei parametri precisi che definiscano un allevamento intensivo, che dovrà riconvertirsi o chiudere in tempi anche brevi, un allevamento semi-intensivo  che dovrà riconvertirsi con tempi idonei e uno non intensivo che dovrà necessariamente diventare o essere  biologico ed etico.

Le aziende biologiche, anche nel settore vegetale,  dovrebbero essere esentate dal pagamento dei controlli che dovrebbero essere invece finanziati dalle aziende non biologiche, tassate perché inquinano, pagando così le esternalità negative, mentre le aziende biologiche dovrebbero essere remunerate per compensare le esternalità positive prodotte..

Fatico a immaginare come possano esserci grandi aziende biologiche,  solo le  piccole aziende, labour-intensive e inserite in contesti con una integrità naturale  sono veramente in grado di tutelare il territorio e la salute dei consumatori.

Se anche qualcuno puntasse al veganesimo come soluzione finale, cosa di cui si può e si deve discutere, come non considerare che già un’azienda avicola biologica che oggi deve garantire spazio all’aperto verde alle sue galline migliora di molto la loro qualità di vita? Quindi la de-intensivizzazione e la biologizzazione dell’agricoltura sono obiettivi immediati.

Ma il progressivo aumento della quota biologica della produzione agricola  è anche un obiettivo di Bruxelles, purtroppo non ancora di Roma o di Venezia.

Al contempo la revisione dei consumi alimentari, riducendo quelli di carne che danneggiano non solo l’ambiente, ma anche la salute dei consumatori deve procedere e gli enti pubblici dovrebbero essere molto chiari nel dare indicazioni in tal senso e non avvallare gli interessi della filiera della carne. E anche le filiere alternative alghe, meduse, insetti vanno incentivate. La carne coltivata è un’altra possibilità estremamente interessante che è del tutto miope e inutile voler bloccare.

Infine il problema della sovrappopolazione: si risolve da solo se distribuiamo meglio la ricchezza nel mondo giacché sono i poveri ad essere prolifici, mentre per chi è troppo ricco il problema diventa la denatalità.


domenica 3 dicembre 2023

Non torniamo mai nello stesso posto

Parlando con i miei studenti di Emanuele Severino, le intelligenti domande di uno di essi mi hanno permesso di fissare meglio con loro un punto che credo interessante anche come integrazione chiarificatrice  di quanto scrivevo in questo blog in un post pubblicato in data 3 febbraio 2019 (http://debolisegnali.blogspot.com/2019/02/la-vertigine-ontologica.html). Anche allora lo scritto faceva seguito ad alcune riflessioni che prendevano spunto da una mia discussione sulle teorie di Severino avuta, quella volta, con un collega insegnante, un filosofo professionista.

Quello che appare dell'essere è sempre un nuovo punto dello spazio-tempo, non torna mai lo stesso tempo, ma nemmeno lo stesso spazio. Ciò che appare segue una direttrice per cui i tempi sono conseguenti e gli spazi sono simili (a volte apparentemente - ma solo apparentemente mai a livello quantistico - identici), ma i singoli punti dello spazio-tempo sono sempre nuovi e dunque diversi.

Che la traiettoria dell'apparire sia monodirezionale e non torni mai indietro nello stesso posto è in realtà un dato esperienziale imperfetto legato al nostro brevissimo orizzonte di osservazione umano, che si limita alla storia dell'umanità, all'infinito non possiamo escludere un ritorno e nemmeno un eterno ritorno! Per quanto se l'essere è, come dovrebbe logicamente, infinito non vi è nessuna necessità di ritorno.

L'Essere è da sempre e pertanto non ha un perché, non può averlo, perché, se ci fosse, lo precederebbe e dunque ci sarebbe un primo dell'essere, un non essere da cui deriverebbe l'essere. 

L'apparire è un dato di fatto come la materia per i materialisti e Dio per i credenti. 

Non v'è in tutto ciò traccia di immanenza, che resta legata alla monodirezionalità ipotetica, ma resta legata anche alla comprensibilità dell'apparire stesso che non salta su linee spazio temporali alternative, non illuminate dalle scelte / eventi apparsi in ciò che soggettivamente possiamo chiamare precedenza e permette così alla nostra coscienza di essere effettivamente un flusso e non un turbine di frammenti slegati tra di loro non riducibili ad alcuna interpretazione. 

Questa seconda evenienza  chiaramente impedirebbe una qualsiasi forma di intelligenza e forse addirittura di coscienza e dunque, perlomeno in una lettura antropocentrica, impedirebbe l'apparire stesso e questo riporta anche la monodirezionalità ad un dato di fatto necessario che non richiede ulteriore spiegazione.

Dunque nessuna risposta nemmeno da una teoria così perfetta, come quella di Severino, sull'origine. Pertanto la triste conclusione del ragionamento è che non vi è nessuna risposta a nessuna domanda, ma certo questo non è una novità nel campo del pensiero filosofico.

Resta la bellezza della teoria, del flusso di coscienza (l'apparire) che disvela l'essere eterno e immutabile, come una pellicola con infiniti fotogrammi che viene illuminata nello schermo, un fotogramma alla volta, ma resta completa prima e dopo. E nella mia interpretazione la pellicola non è un nastro monodirezionale, ma una matrice con infinite dimensioni e potenzialmente infiniti schermi che non potremo mai vedere se non con la nostra (finita) fantasia.

lunedì 9 ottobre 2023

Tenerezza e ilarità

 Lo scorso 28 settembre mi sono imbattuto in Marco Rizzo che sul TG4 parlava di Intelligenza Artificiale e come strumenti per affrontare un problema così attuale proponeva di tornare a parlare di borghesia, classe operaia e proletariato. Mi ha fatto tenerezza, come un bambino piccolo che si attacca alle poche conoscenze che ha e tenta con quelle di capire il mondo. Ma il leader di Italia Sovrana e Popolare, non è un ingenuo e la sua pretesa di rispolverare le vecchie categorie dell'immaginario comunista deve essere considerato semplicemente ridicola e volta a ricatturare i vecchi nostalgici. 

Subito dopo Daniele Capezzone proponeva dei buoni studio da offrire agli studenti perché possano scegliere liberamente tra scuola pubblica e privata e non siano condannati a seguire insegnanti comunisti che fanno propaganda nella scuola di Stato. 

E qui Rizzo è passato dall'umorismo involontario a quello volontario facendo notare che evidentemente la propaganda la fanno male visti i risultati. Direi di più visti i risultati Capezzone dovrebbe auspicare che la propaganda continui ancora a lungo, anche se dove siano tutti questi insegnanti dediti alla propaganda marxista-leninista a me sfugge.

lunedì 4 settembre 2023

Alpha Terzo Elle 2

Alpha Terzo Elle 2 è la seconda luna del terzo pianeta del sistema di Alpha, dove si svolge una buona parte di "Follia per sette clan" (titolo originale Clans of the Alphane Moon) libro del 1964 di Philip K. Dick, uno dei grandi scrittori americani del secolo scorso.

Non avendo una conoscenza completa della mastodontica opera dell'autore di fantascienza forse non dovrei sbilanciarmi, ma ho trovato l'esposizione di uno dei grandi e onnipresenti temi di Dick, la malattia mentale, più chiara e pertinente che mai.

Cito un pezzo di dialogo tra il  protagonista Chuck Rittersdore e la moglie Mary:

"- sai pensavo di essere del tutto diversa dai miei pazienti loro erano malati e io no adesso - rimase in silenzio.

- non c'è poi tanta differenza. finì lui la frase per lei.

- tu non hai la stessa sensazione vero, di essere del tutto diverso da me? dopotutto dal test risulta che tu stai bene e io no.

- è solo una diversa gradazione - precisò lui e diceva sul serio, era stato spinto da impulsi suicidi, poi da impulsi ostili, aveva provato impulsi omicidi nei suoi confronti eppure i suoi risultati erano stati soddisfacenti, così come era apparso sui grafici dei test, secondo una procedura da tempo accreditata, Invece i risultati di Mary erano stati ben diversi. Era proprio una lieve sfumatura. Lei, lui e tutti gli altri abitanti di Alpha Terzo Elle 2 [tutti psicotici] (...) lottavano per raggiungere un equilibrio, una consapevolezza di sé, era una tendenza naturale negli esseri viventi."

E riassumo invece con parole mie il concetto che ben esprime la dottoressa Rittersdore e cioè che la terapia libera i malati di mente dalla prigionia della loro psicosi restituendo così loro la possibilità di una interazione sociale soddisfacente.

E questi credo siano proprio i due estremi all'interno del quale deve svilupparsi il discorso sulle malattie mentali: tutti siamo potenzialmente psicotici e soggetti a "dare i numeri" (vedi la canzone "Sally" di Vasco Rossi: "la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia, sopra la follia"), per cui non è facile tracciare il confine tra normale e non, ma d'altro canto la malattia psichica può diventare un limite per la capacità di vita autonoma e di interazione sociale e a volte anche per la sicurezza propria e della società, limite che va affrontato obbligatoriamente e risolto almeno per le implicazioni più pesanti.

Poi nella pratica quando dobbiamo stabilire come il servizio sanitario, senza diventare coercitivo e invadente, possa sostenere i malati e le loro famiglie - e sottolineo questo aspetto: come si possono e si dovrebbero sostenere le famiglie per garantire la qualità di vita delle famiglie stesse e ancor più dei malati? - nella pratica, come si possa realizzare ciò, è una questione davvero difficile. Ma la prima risposta è quella delle risorse. Senza risorse finanziarie da un lato  e umane dall'altro, con la preparazione e la numerosità degli operatori (che si creano con le prime) la sfida diviene soverchiante.

Tornando al libro, vorrei aggiungere che è godibilissimo, oltre che per la trama avvincente e imprevedibile, anche per le caratterizzazione di esseri extra-terrestri,  - che Dick definisce qui come non T (Alphani e Ganimediani) - e dei poteri psi sia dei non T sia dei terrestri (sulla Terra e su Alpha Terzo Elle 2). 

Per cui consiglio fortemente a tutti la lettura di questo romanzo, certamente imperdibile per i cultori del genere fantascientifico.

domenica 27 agosto 2023

La qualità di una volta


 

Non ricordo esattamente quando comprai questo pallone da mini basket, ma siamo tra i 45 e i 50 anni fa. E l'ho usato davvero tanto, su ogni tipo di terreno (asfalto, cemento, ...). e ora lo usa ancora mio figlio.

Mi chiedo se i palloni di oggi abbiano la stessa durata!


martedì 1 agosto 2023

Horribile italianu

Durante "Stampa e regime" del 21 luglio scorso, la giornalista Roberta Jannuzzi leggendo su Repubblica l'intervista a Giuseppe Conte si è dovuta fermare a rileggere: "mi auguro che questo governo non disdetti l'accordo - non disdetti - con i cinesi".

Effettivamente anche a me sembra indigeribile quel "non disdetti". Non disdica, si dice non disdica!

Verbo disdire, participio passato disdetto da cui sostantivato la disdetta.

Non c'è bisogno di creare il verbo disdettare.

Come non c'è bisogno di creare il verbo "cernitare" per dire fare la cernita, ma si può dire semplicemente cernire.

Verbo cernire, participio passato cernito da cui sostantivato la cernita.

Cernitare era molto usato nei reparti dell'occhialeria in cui ho a lungo lavorato. Ma la maggior parte di quei lavoratori parlava l'italiano come seconda lingua avendo come prima lingua il veneto o varie lingue slave e non. 

L'ex presidente del consiglio, leader del M5S è un avvocato, che con la lingua italiana dovrebbe aver più dimestichezza.

Ma forse ha ragione lui, forse il Devoto-Oli o lo Zanichelli hanno già inserito questi orribili neologismi nella lingua ufficiale e magari fra un po' lo farà anche l'Accademia della Crusca.

Non resta che vendicarmi storpiando la lingua latina, come ho fatto nel titolo di questo post!

venerdì 21 luglio 2023

Nuovi OGM

 Se potessimo inserire in qualche pianta il  gene che codifica la teriaca, sarebbe un  ottimo OGM. Viceversa se inserissimo un  gene per codificare una tossina letale per  l’uomo in tutte le piante coltivate, per poi  lucrare sulla vendita dell’antidoto, sarebbe indubbiamente un OGM molto negativo.  L’OGM oggi più utilizzatao al mondo è la  soia Roundup-ready che permette di  distribuire quantità industriali dell’erbicida glifosato, desertificando i campi, e  facendo crescere la soia senza competitori  vegetali. Purtroppo il glifosato è anche  uno dei fattori cruciali che minano la  sopravvivenza delle api, pronubi  fondamentali in natura e in agricoltura.  Questo OGM è sicuramente negativo  anche perché agevola un sistema di  latifondo che, direttamente con la  coltivazione della soia, e indirettamente  con l’allevamento bovino che assorbe gran parte di quella soia, sta distruggendo la 

foresta pluviale amazzonica condannando  a morte le popolazioni autoctone e tutta  l’inestimabile biodiversità di quei territori, ma certo arricchisce i fazenderos e  sostiene la bilancia dei pagamenti  brasiliana. 

Tutt’altro caso quello del cavolo  cappuccio in cui è stato inserito il gene  batterico che codifica la tossina Bt che  uccide le larve della cavolaia, permettendo di non trattare più le colture con  fitofarmaci chimici. Tutto bene,  sembrerebbe! In realtà gli agricoltori  biologici già da anni utilizzano il Bacillus  thuringensis, che produce la tossina,  irrorando i cavoli direttamente con il  batterio. Una volta morte le larve, e salvati i cavoli, i batteri si estinguono per  mancanza di cibo. Nel caso dell’OGM  invece l’effetto sarebbe permanente. I  cavoli e in generale tutte le Brassicacee  hanno come centro di origine l’Europa e 

dunque ne esistono molte varietà  selvatiche che possono ibridarsi con quelle coltivate. Così delle piante selvatiche  potrebbero acquisire questo gene e  guadagnare un vantaggio enorme sui  competitori vegetali minando l’equilibrio  naturale e le cavolaie stesse potrebbero  estinguersi creando un altro punto di  rottura dell’equilibrio naturale. Sappiamo  che rompere un equilibrio naturale può  portare alla distruzione e scomparsa di  interi ecosistemi. Va considerato inoltre  che se l’OGM dovesse avere successo il  B. thuringensis potrebbe andare fuori  mercato rendendo difficile per gli  agricoltori coltivare tutte le varietà non  modificate geneticamente, che saranno  obbligatoriamente poche (la progressiva  riduzione dei cataloghi sementieri è un  cataclisma che bisognerebbe far conoscere all’opinione pubblica), portando così ad  un grosso rischio di perdita di biodiversità 

coltivata. Infine è chiaro che, una volta  diventate monopoliste della semente di  cavolo, le grandi multinazionali che  producono e gestiscono gli OGM  potrebbero regolare i prezzi a loro  piacimento. 

Anche i ‘’nuovi OGM’’ ottenuti con  tecniche quali le CRISPR, che grazie alla  loro precisione risolvono il problema delle modificazioni incontrollate del genoma,  non cambiano i problemi ambientali,  nutrizionali (per la riduzione della  biodiversità) e politico-economici (a  partire dalla sovranità alimentare) che  derivano dall’utilizzo delle piante  modificate. 

Concludo questa piccola riflessione  dicendo che, se mangiare un prodotto  derivato da piante modificate non mi  creerebbe nessun problema, non vorrei  mai poter mettere in tavola solo prodotti di tale tipologia anche perché la storia di 

Creutzfeld-Jacob/BSE/prioni, con tutto  quello che già sapevamo di scrapie e  Kuru, qualche margine di apprensione per  la completezza delle nostre attuali  conoscenze scientifiche in campo medico  e alimentare lo lascia.

Non sono contrario agli OGM per principio, anzi, si vada avanti con la ricerca, ma vorrei degli OGM realmente utili per l'ambiente, gli agricoltori e i consumatori e non solo per le multinazionali agro-alimentari e le società e gli gli enti di ricerca, come quelli visti fino ad oggi. Per la sperimentazione in campo la prudenza Europea mi pare opportuna, conosciamo troppo poco degli ecosistemi per rischiare di stravolgerli senza volerlo.


domenica 14 agosto 2022

Flat tax & flat encephalograms

Secondo i sostenitori della flat tax essa dovrebbe favorire la crescita economica allentando la pressione fiscale, ma è sotto gli occhi di tutti che è molto difficile partire o crescere per chi non ha capitali  a disposizione o non ne ha a sufficienza. Dunque non tassare chi già i capitali ce li  ha, e pertanto non avrebbe difficoltà neppure ora, non aiuta per nulla ad incentivare l'aumento degli investimenti nè tanto meno i nuovi investimenti. 

Altro argomento spuntatissimo è che aumentare il guadagno dei più ricchi spinga più gente a volersi arricchire stimolando così ancora una volta l'iniziativa economica, prova ne è che praticamente ovunque, anche in tutti i paesi in cui vige la progressività del prelievo fiscale, la ricchezza si sta concentrando sempre più nelle mani di pochi. E proprio quest'ultimo argomento dovrebbe spingere semmai a inasprire la progressività colpendo i più ricchi. Nell'interesse dei ricchi stessi, perché disparità troppo acute e povertà montante nelle fasce medio basse della popolazione possono portare a problemi di ordine sociale in grado alla fine di mettere a rischio l'ordine sociale e dunque le ricchezze stesse. Quindi l'urgenza è quella di redistribuire la ricchezza togliendo ai ricchi e dando ai poveri anche con il prelievo fiscale e non solo e  con il peloso filantropismo.

Ma forse ormai i potenti con il dominio nel mondo virtuale non temono più nemmeno le rivolte sociali nel mondo reale; appiattire gli encefalogrammi è un primo passo che aiuta poi ad appiattire anche le tasse e favorire ancora e sempre i più ricchi e potenti.

Andrebbe invece fatto un ragionamento sulle imposte indirette che, quelle sì, andrebbero abbassate e comunque rimodulate  anche in funzione di altri obbiettivi: ambiente, salute, istruzione, cultura, integrazione .

Infine un ragionamento sui grandi, ma veramente grandi patrimoni e su una patrimoniale che attinga ad essi in modo ragionevole non dovrebbe continuare ad essere un tabù nè d'altra parte essere pensato come un grimaldello per spingere verso una patrimoniale generalizzata.

A problemi complessi soluzioni complesse. La soluzione di una aliquota unica è davvero troppo semplice, non solo inutile, ma dannosa.

 

lunedì 4 luglio 2022

Trucchi da Papi

Trovo su Facebook attribuito a Papa Francesco:

"Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo.

Solo tu puoi impedirne il fallimento.

Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.

Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l'amore nella discordia.

Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.

Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti.

Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell'anonimato.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi.

Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima.

È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.

È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori".

È avere il coraggio di dire "Mi dispiace".

È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te".

È avere la capacità di dire "Ti amo".

E quando commetti un errore, ricomincia da capo.

Perché solo allora sarai innamorato della vita.

Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.

Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza.

Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore.

Usa il dolore per intonare il piacere.

Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.

Non mollare mai.

Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano.

Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile."

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E mi fido dell'attribuzione perché mi torna. Infatti lo scritto è bello solo confonde "essere felici" con "essere vivi".

Così come Giovanni Paolo II diceva "Libertà è volere ciò che si deve essere", ma ovviamente era Dio che decideva cosa dobbiamo essere dunque noi siamo liberi solo se aderiamo alla volontà divina. 

Manca solo l'obbligo di esser felici (come nella canzone di Vecchioni: Canzonenoznac da Ipertensione 1975).

 Aspettiamo il prossimo Papa?


lunedì 21 febbraio 2022

Sottili menzogne

 La lezioncina che il dottor Sottile ha fatto ai redattori dei quesiti referendari nella conferenza stampa in cui ha comunicato le decisioni sull’ammissibilità degli stessi quesiti referendari riguardanti l'eutanasia e la cannabis é viziata di errori così macroscopici che si può desumere solamente la malafede di Amato.

Altra lezioncina singolare quella di Draghi che alla giornalista che parlava del risultato economico del superbonus faceva notare che confondeva superbonus con comparto edile, salvo poi subito dopo addebitare al superbonus il valore globale delle truffe che al momento sono ancora da discriminare tra superbonus e altre truffe edilizie. Anche qui é difficile immaginare che il presidente del consiglio fosse mal preparato piuttosto che pensasse che quod licet Iovi non licet bovi ossia egli considera il popolo bue  e se stesso Dio.


Infine Riccardo Magi al congresso di Azione, prima di riempirsi la bocca di pragmatismo e di comportamenti non ideologici, ha rivendicato il successo della battaglia parlamentare anti biodinamica che se non é puramente ideologica  - giacché a livello pratico i biodinamici sono il meglio del biologico sia dal punto di vista ecologico e ambientale sia spesso da quello nutrizionale - non può essere giustificata se non dal sostegno a interessi economici di grandi gruppi industriali cui biodinamica, ma anche biologico, poco piacciono.


Verrà mai il giorno in cui I politici italiani scoperti a mentire spudoratamente pagheranno con la fine della loro carriera politica?


venerdì 11 febbraio 2022

Puri e giusti

A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro ... che ti epura, diceva Pietro Nenni.

Parafrasando oggi possiamo dire:

I giustizialisti trovano sempre un giudice più giusto che li giustizia.

E così cade la nuova nobile testa dei 5 Stelle cadenti.

giovedì 10 febbraio 2022

Povera Italia

Arm das Land, das Helden braucht - Povero il paese che ha bisogno di eroi (Bertolt Brecht)

Uomini insostituibili che possono realizzare ciò che nessun altro può fare. Ma é mai possibile in una nazione che conta 60 milioni di abitanti sia così difficile trovare uomini capaci e affidabili?

Gelobt sei der Zweifel - Sia lode al dubbio (Bertolt Brecht) 

Che eroi sono Mattarella e Draghi? 

Eroi immacolati ? Eroi semplicemente umani? Eroi oscuri?

Wir saßen auf der falschen Seite, da alle anderen Plätze besetzt waren - Ci sedemmo dalla parte del torto, poiché tutti gli altri posti erano occupati (Bertolt Brecht)

Che sia il momento di stare dalla parte dei drogati, dei no-vax, dei mafiosi al 41 bis, dei preti pedofili?

I don't want to be right nevermore - Non voglio mai più avere ragione (Ernest Hemingway)



domenica 21 novembre 2021

L'indisponibilità della vita

 La notizia che il papa emerito Gregorio XVI ha espresso il desiderio di  raggiungere presto i suoi amici che lo hanno lasciato, non ha fatto molto rumore, ma è significativa.

Come lo è stato a sua tempo il rifiuto dell'accanimento terapeutico da parte di papa Giovanni Paolo II.

Ma per la dottrina cattolica l'indisponibilità della propria vita è ancora un dogma e il parlamento italiano per ragioni che ormai si stentano a capire è completamente prono a tale dottrina, che filosofia e persino teologia moderna tendono largamente a superare.

Non ogni progresso è necessariamente positivo, ma in questo caso parliamo di libertà dell'individuo e di responsabilità sociale, principi che oggi non dovrebbe essere difficile coniugare assieme.

Ho sempre pensato alla vita dono di Dio indisponibile come ad un concetto contraddittorio.

Ma se ti dono un piatto di minestra, la minestra è tua e dunque sarai libero di mangiarla subito, di metterla in frigo e mangiarla nel momento in cui hai fame o di buttarla via se, accidentalmente, te la dimenticassi in frigo e andasse a male. Se invece ti imponessi io quando mangiarla non sarebbe più un dono, ma un'imposizione.

"Il detestabile dono della vita" lo chiama Marilena Renda in Le madri.

E succede così; mio figlio che è solito passare ore e ore in camera sua nel periodo in cui è stato in isolamento fiduciario in attesa di tampone non riusciva quasi più a starci. La casa è dolce fintanto che non sei agli arresti domiciliari.

"La morte si sconta vivendo" scrive Ungaretti in "Sono una creatura" e  queste poche parole risplendono come una perla di tutta la letteratura di tutti i tempi.

Il villaggio senza nome ai piedi del monte Narayama in cui viveva la vecchia Orin del libro di Schichiro Fukazawa "Le canzoni di Narayama" è la rappresentazione di una società misera e crudele che non dovrà tornare mai più (speriamo!), ma la dignità della protagonista e la sua ansia di approdare alla morte prescritta è molto educativa.

La morte può essere un porto sicuro ed è giusto in quel caso consentirne l'approdo come in fondo dice anche Don Ettore Cannavera il cui intervento al congresso dell'Associazione Luca Coscioni consiglio a tutti di ascoltare.


domenica 24 ottobre 2021

Arrestato il governatore Alken Tuniz

 Roma, 9 novembre 2021.

Oggi al termine dell'audizione alla commissione esteri del Senato, promossa dal presidente della stessa senatore Petrocelli, del governatore dello Xinjiang, rappresentante del Partito Comunista Cinese, lo uiguro  Alken Tuniz all'uscita da palazzo Madama è stato tratto in arresto dalla polizia di stato e condotto  prima in questura e poi al carcere di Rebibbia in attesa di essere trasferito in Olanda a Den Haag (Aia) ove ha sede la Corte di giustizia internazionale.

Il questore di Roma Mario Della Cioppa e la ministra Cartabia in una conferenza stampa congiunta hanno spiegato di essere in attesa dell'ordine di trasferimento dalla corte internazionale ove si sta formalizzando l'accusa di crimini contro l'umanità per l'internamento e la riduzione in schiavitù nei campi di prigionia dello Xinjiang di oltre un milione di cittadini uiguri, per le sterilizzazioni forzate delle donne della minoranza etnica e religiosa cinese e per altri reati correlati.

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha dichiarato prudentemente di essere in attesa di maggiori informazioni sulla questione, ma che  l'Italia  è un paese democratico e autorevole che gode della massima fiducia a livello internazionale e sicuramente la sua azione risulterà pienamente legittima.

Pieno sostegno invece dal segretario di stato Statunitense Tony Blinken che parla già di responsabilità oggettive del leader cinese Xi Jinping che dovranno essere attentamente valutate dalla Corte.

La Repubblica Popolare Cinese ha subito richiamato a Pechino l'ambasciatore e minaccia ora la rottura delle relazioni diplomatiche con l'Italia e ha dichiarato che non tollererà da parte di chichessia ingerenze  nelle questioni interne cinesi.

Il presidente Patuanelli, dopo aver assistito impotente alle pesanti accuse rivolte dai membri della sua Commissione al governatore, sulla base di documenti precedentemente inviati all'autorità giudiziaria e che hanno determinato l'intervento di quest'ultima, si è reso irreperibile e lo stesso dicasi per il ministro degli esteri Di Maio.

Questa è la notizia che il 9 novembre, anniversario della caduta del muro di Berlino, non leggerete e l'audizione del gerarca comunista Tuniz alla commissione esteri del Senato si risolverà nella classica farsa in cui il carnefice parlerà dell'amore della patria cinese e del Partito per il suo popolo uiguro e delle misure educative e per il rilancio socio-economico della regione che la propaganda occidentale ha trasformato in maniera falsa e provocatoria in atti illeciti.

La notizia non ci sarà, ma a volte è bello sognare


domenica 10 ottobre 2021

Mirabile esempio di cattivo giornalismo.

 Nel numero del 6 ottobre di Panorama Mario Giordano intitola la sua rubrica "Il grillo parlante" con un perentorio "Nessuna deroga per la droga". 

Non cerca però di convincere i lettori delle sue ragioni, ma semplicemente prova a raggirarli. 

Inizia subito con "Il referendum per la legalizzazione è un po' in affanno? Il governo vara una proroga". Che il referendum sia in affanno è una menzogna clamorosa, il referendum ha battuto ogni record di celerità, certo grazie anche alle modalità digitali, e chi si sta mettendo di traverso è lo Stato, che non rispetta, tanto per cambiare le sue stesse regole, e disattende i tempi previsti e garantiti dalla legge per il passaggio burocratico che spetta ai comuni dell'allegare i certificati elettorali alle firme raccolte.  Ma Giordano prosegue "I tempi sono a rischio? Ci saranno due mese in più" Sta ripetendo la stessa falsità, ma dando l'impressione di aver già dato due motivazioni anziché una. Ripete anche lo squallido gioco di parole "canna montata" per dire "sa essere persino spietata" per chi chi contesta il diritto "di "proclamare la Santa Maria nuova protettrice d'Italia" e su questo torniamo dopo. 

Poi fa confusione dicendo che "i cantori dell'hashis libero ammettono le droghe ma non le deroghe", ma come, non era lui che non ammetteva le deroghe! E prosegue sul gioco di parole tra droghee  deroghe, ma con questo errore di partenza. Pezzo scritto con grande attenzione e professionalità: complimenti!

Poi taccia i sostenitori del referendum di non accettare il dialogo, di avere la verità in tasca e di ripetere solo ossessivamente che chi non vuole la droga libera appoggia le mafie, mentre Borsellino affermava il contrario. Ora con tutto il rispetto per Borsellino e detto che è chiaro che le mafie non si battono togliendo loro solo uno dei loro molti business è però assurdo pensare che le mafie a differenza di qualsiasi altra attività economica possano perdere uno dei rami più importanti del loro business senza indebolirsi, ma a Giordano non serve spiegare perché non è così, basta citare il nome di Borsellino. 

"Canna montata, critica vietata" è l'assioma successivo del grillo parlante. Invece ieri e oggi ho seguito, ampi tratti del Congresso dell'Associazione Luca Coscioni dove ho sentito molti ragionamenti e analisi in cui le ragioni degli avversari venivano discusse e dove del caso confutate apertamente con vero metodo democratico e aderenza ai fatti degna dei fautori della ricerca scientifica , a differenza di quanto fa Giordano che parla di "tutti" senza mai menzionarli  e senza mai riferire con onestà e correttezza i loro ragionamenti..

Poi Giordano si lancia in una requisitoria contro gli spinelli dati come acqua fresca ai ragazzini, ma chi mai ha affermato che i minorenni debbano essere liberi di consumare prodotti a base di cannabis? O che la cannabis non abbia nessun effetto negativo?

Se la prende poi con lo Stato che da una parte scrive il fumo fa male sui pacchetti e poi vende le sigarette e non contento di questa schifezza vuole estendere il metodo alla cannabis.

A parte che il referendum attuale vuole solo abolire il divieto di coltivazione, e per arrivare alla libera distribuzione e stabilire in quale forma c'è molto strada da fare, ma quale sarebbe la soluzione di Giordano per le sigarette far fare soldi ai privati o vietare anche quelle per regalare un altro commercio alle mafie?

Ancora Giordano: "Poi il voto. Tutto per dire che drogarsi è lecito, è buono, è giusto". Ancora una mistificazione colossale, meglio essere sempre contro le droghe male assoluto, salvo poi scoprire che anche i tuoi amici più fidati ne fanno uso, come appena capitato a Salvini o ammettere che è un consumo che non si riesce ad abolire e dunque cercare di regolamentarlo puntando alla limitazione del danno?

Il problema carcerario in Italia è enorme, ma metà dei detenuto è lì per reati connessi con l'uso delle sostanze stupefacenti, ha senso?

Aggiungo ancora una domanda: se l'unico rimedio contro le tanto temute droghe, che causano anche gli incidenti stradali, sono divieti e repressione, perché quella più dannosa in Italia, cioè l'alcol è invece permessa? La storia degli USA forse ha spiegato qualcosa e forse la libertà di bere una birra o un bicchiere di vino non è "cultura dello sballo", ma esercizio di un diritto individuale non privo di rischio ma non così grave da dover esser vietato. E l'alcol è una droga pesante.


E non parliamo della cannabis terapeutica, che è una vergogna diversa, ma che parte sempre dalla stessa demonizzazione di una sostanza in quanto droga.

Ribadisco: questo è un pessimo modo di fare giornalismo tutto ideologico e impermeabile al riscontro dei fatti.