Così i nipoti ricordano Marialuisa
Letto da Erich 8/09/2025 nella chiesa di Loreto
Da sempre, la cucina della casa dei nonni in Via Feltre è stato per noi il nodo della famiglia,
il punto di incontro privilegiato. Era lì che, tornando prima da scuola, poi dal treno da cui
eravamo scesi in stazione o prima del corso del pomeriggio o delle uscite con gli amici,
capitava di incontrarsi tra zii e zie, cugini grandi e piccoli che tra una fase di vita e l'altra
sarebbe stato altrimenti più facile perdere di vista.
Si era creata una dinamica molto dolce e familiare attorno a quella cucina che, come diceva
il cartello attaccato su uno dei suoi muri, era "aperta 24 ore su 24, 7 giorni a settimana, con
servizio al costo di un abbraccio".
Era così familiare l'arrivare e trovare una cugina o un cugino ascoltare e riascoltare le tante
storie della nonna riguardanti la sua infanzia tra il Cadore, Pesaro e Padova, l'adolescenza e
l'università tra Padova, Milano e Bologna, il suo anno a Kiel con la coinquilina Jaqueline e
la tesi su Fontane, l'inizio della storia con il nonno, dal primo ballo in veste di traduttrice
all'incontro dopo l'esposizione dei cani degli zii a Stoccarda, l'infanzia degli zii e nostri
genitori.Per anni, le storie della nonna sentite un'immensità di volte ci hanno dato da
riflettere.
Pensare a lei che decideva di passare un semestre di università all'estero, da donna negli anni
'50, ci lascia ancora increduli.
Pensare a lei che viaggia per mezza Europa in autostop con le sue amiche, lavorando tra campi
in Germania, con quella leggerezza mista ad affidabilità che ancora dopo tanti anni trasmetteva
ci sembra ancora assurdo, ma allo stesso tempo così naturale.
Forse negli anni aveva perso un po' di quell'intraprendenza giovanile, ma sicuramente non la
leggerezza d'animo che le aveva permesso di prendere e partire, di lasciarsi andare e vivere le
cose con la speranza e il sorriso.
Se c'è una cosa che porteremo sempre nel cuore della nonna Isa è proprio questo, la leggerezza
con cui si muoveva nel mondo.
Per noi più grandi, quella capacità di accettare e ridimensionare alcune cose che sembravano
così grandi e complesse ai nostri occhi è stata tante volte un appiglio, un rifugio che ci
accoglieva entrando in quella cucina.
In tutti i nostri momenti di crisi, di dubbio e di incertezza sulla scuola, sul lavoro o sulle
disavventure nelle amicizie e nelle prime relazioni non abbiamo mai ricevuto dalla nonna una
parola di critica, di giudizio o anche solo di opinione non richiesta su cosa avremmo dovuto o
potuto fare. La nonna con noi nipoti aveva capito che quello che poteva fare al meglio era una
cosa: accoglierci per quello che eravamo.
Bastava una candela accesa e una preghierina per noi, e per il resto c'era già chi nelle nostre
vite ci assisteva nelle scelte, ci guidava in modo più aperto o più critico e ci faceva notare
quello che avremmo potuto migliorare.
Lei era lì a farci capire con il suo modo leggero che era tutto possibile, tutto una buona scelta,
e che ci supportava e voleva bene a prescindere da cosa facevamo e cosa sceglievamo.
E che, in fondo, le cose importanti avvengono senza forzarle e anche la peggiore delle tempeste
sarebbe presto passata.
E quindi nella sua cucina c'era sempre un biscotto, una fetta di torta alle noci e una tazza di tè
ad aspettarci, accompagnata da delle orecchie attente e delle storie di un passato di
spensieratezza, racconti di una strada che in un modo o nell'altro la aveva portata dove era
allora, in compagnia dei suoi nipotini.
E nel suo offrirci un rifugio, mostrava con tutta la sua sincerità che quell'esserci per noi era
la sua gioia più grande.
Non abbiamo conosciuto molte persone così tenere e attente all'altro come la nonna Isa.
Siamo stati tanto fortunati a poterla vedere e accompagnare nella sua ultima fase della vita,
nella vecchiaia che ha dedicato alla cura per tutti questi piccoli umani che le giravano attorno.
Da Silvia a Christian, nell'arco di più di vent'anni lei ci ha dato tutte le attenzioni che potessimo
desiderare, un po' da nonna e un po' giocando con noi, tornando la bambina che era nel profondo
del suo cuore. Non potremo mai esserle abbastanza grate e grati per tutto l'amore che ci ha
dedicato. Grazie nonna, e buon viaggio!