domenica 3 giugno 2012

THNG 4 -Algon


Tutte le speci di animali dell’aria, delle acque e della terra trovarono così il loro posto, nell’ordine della natura, il loro cibo, le loro tane e tutto ciò che ad essi serviva per vivere. E le creature si moltiplicarono e si espansero sopra tutta la terra, nelle acque e nel cielo.
Particolarmente gradite al Signore della Vita erano le scimmie. E sopra tutte le scimmie una specie di scimmie. La Creatrice spinta dall’amore per queste creature infuse loro un soffio del proprio Divino Pensiero. Così questa specie di scimmie fu elevata sopra ogni altro animale acquisendo un’intelligenza divina: tale è la nostra specie.
E il Signore della Vita fu così contento della sua opera che assunse la sostanza di carne e la forma di uomo e prese a vivere con gli uomini. Il nome della Volontà presso gli uomini fu Algon e le forme che assunse furono quelle proprie dei due sessi della nostra specie. Ghi-Algon e Fir-Algon si unirono così alla tribù degli uomini.
Quando giunsero tra gli uomini essi gli accolsero volentieri perché il loro aspetto e le loro parole li rivelavano come propri simili. Insieme raccolsero cibo e mangiarono e giocarono nell’acqua.
Alla sera giunse la pioggia e gli uomini si strinsero sotto gli alberi. Algon mostrò agli uomini come intrecciare i rami e le foglie per costruire un riparo migliore. Così quella notte gli uomini impararono a costruirsi un rifugio.
All’alba tutti gli animali della foresta si presentarono davanti ad Algon rendendo loro omaggio. Gli uomini furono stupefatti nel vedere le bestia tutte insieme, carnivori ed erbivori, avvicinarsi ad Algon e prostrarsi e salutarlo con parole umane, che mai si erano udite da alcuna bestia.
Chi siete dunque? Chiesero loro. Così Algon rivelò loro la propria natura e spiegò come gli uomini nascono dalla carne e nella carne ricevono lo spirito, mentre Algon era in origine spirito e si era rivestito di carne per stare con gli uomini.
Gli uomini si rallegrarono e gioirono comprendendo di dovere ogni cosa alla Creatrice e sperimentandone l’amore particolare per loro poiché aveva voluto stare con loro e condividerne la natura.
Molti animali intanto tornarono alle loro tane, ma alcuni preferirono restare con Algon e con gli uomini e ancor oggi essi vivono così.
Algon visse il tempo assegnato alla natura umana insieme alla tribù degli uomini e generò 10 figli, 5 di ciascun sesso.
Algon insegnò agli uomini l’agricoltura e raccontò loro della creazione e del tempo degli uccelli. Gli uomini ascoltavano volentieri Algon e Algon ascoltava volentieri gli uomini che parlavano di tutto ciò che facevano, che vedevano e che pensavano. Algon aiutava gli uomini in ogno cosa, ma solo di rado usando la forza del proprio pensiero per vincere le forze della natura, solamente quando esse minacciavano l’esistenza degli uomini.
Anche i figli di Algon avevano dei poteri sovrannaturali, anche se limitati, ma anch’essi ne facevano raro uso. Troppo pericoloso è infatti per l’uomo il potere del pensiero: troppo potente ed esaltante rischia di provocare sventure e corrompere lo spirito. Ma Algon e i suoi figli si prodigarono nell’istruire l’uomo per vincere la natura con le proprie forze e la propria intelligenza.
I figli di Algon presero compagni e compagne tra gli uomini e così si moltiplicò la discendenza di Algon e delle sue creature. E poiché i figli della carne di Algon sono i progenitori di tutta l’umanità noi chiamiano Algon: Padre e Madre dell’Umanità
Al termine del tempo, come ogni essere umano, anche i corpi di Algon sfiorirono. E Ghi-Algon e Fir-Algon abbandonarono il corpo e apparvero nell’aria come spirito, spirito visibile e multiforme di cui non è possibile dare descrizione. Poi scomparvero in uno sfolgorio di luce.
Quando gli uomini si riebbero dalla sublime visione si accorsero che restavano tra loro i corpi senza vita di Algon. Essi furono presi da tristezza e presero a discuter cosa si dovesse fare dei corpi. Alcuni proposero che fossero tramutati in pietra con la forza del pensiero dai figli, perché restassero in eterno, altri che i corpi fossero divisi come pasto per tutti perchè la carne di Algon continuasse a vivere nella propria carne, altri ancora che i corpi fossero coperti di resina e così conservati. Queste e molte altre proposte furono fatte perchè ciascuno voleva onorare e ricordare Algon.
Quattro proposte piacquero ai figli di Algon e così essi decisero di attuarle. Tagliarono dunque i loro corpi in due parti ciascuno e per ciascun pezzo procedettero secondo uno di tali sistemi. Scavarono un buco nella terra e vi calarono la prima parte e la ricoprirono di terra. Quando videro il corpo sparire sotto la terra furono presi da commozione e dissero piangendo: “Ecco il tuo corpo sparisce ora alla nostra vista, scendendo nella terra e non lo rivedremo più”. Ma poi dissero ancora: “Ma dalla terra il tuo corpo fruttificherà e cresceranno erbe verdissime e fiori fragranti ed alberi maestosi con frutti succulenti e noi ti vedremo di nuovo e di nuovo potremmo toccarti”. E la tristezza più cupa li abbandonò.
Il secondo pezzo fu calato nel fiume e affidato alla corrente. Quando videro sparire il corpo dietro l’ansa del fiume i loro occhi tornarono a velarsi e dissero: “Ecco il tuo corpo sparisce ora alla nostra vista e viaggia verso l’oceano e nell’oceano si perderà e non farà mai più ritorno a noi, ma si dissolverà nella acque.” Dopo poco di nuovo trovarono conforto dicendo: “Ma dal mare giungeranno nubi luminose e rombanti e noi ti rivedremo e scenderà la pioggia ristoratrice e così di nuovo ci abbraccerai”.
La terza parte fu ridotta in frammenti e dato in pasto agli animali domestici e alle fiere che erano giunti dai boschi. “Ecco il tuo corpo sparisce ora nelle fauci di questi animali e non tornerà mai più intero. Ma questi animali genereranno dei cuccioli pieni di vita e noi ti rivedremo e di nuovo potremmo godere della tua compagnia”. Così per la terza volta si consolarono.
L’ultima parte infine fu posta sopra una catasta di legno cui fu dato fuoco e bruciò lasciando solo cenere e fumo nel cielo. E così essi dissero: “Ecco il fumo si disperde nell’aria e così il tuo corpo riempie tutto il cielo pur restando invisibile. Il tuo corpo come lo conoscevamo è distrutto per sempre, ma non il tuo spirito. Esso vive in eterno e già ora i nostri spiriti, sentono la carezza del tuo pensiero affettuoso. E la tristezza vela ormai solo i nostri corpi, ma non più il nostro spirito che già vi ha ritrovato, amati genitori”.
E la tribù degli uomini crebbe, guidata dalla saggezza dei più anziani dei figli di Algon e poi dai figli di questi e dai figli dei figli. Essi erano saggi, corpo, mente e spirito erano concordi e sempre essi parlavano attraverso il loro spirito con la Volontà e la loro vita era serena.
Questo fu l’ordine che la Volontà stabilì per i viventi e tale ordine presiede ancor oggi alla vita delle piante, degli animali e degli uomini nel nostro mondo.

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