domenica 24 maggio 2015

COME SI GUARDANO


Come si guardano
i programmi TV
nel giornale di ieri
così mi guarda
la malattia
attraverso gli spruzzi
secchi nello specchio.
Questo odore di umido
è freddo e inospitale
e gli avanzi di cibo
stonano tra i piatti sporchi.
Le ragnatele polverose
non possono catturare
l’odiosa zanzara
che mi tormenta.
Mai quanto le parole
prigioni di lacrime
amanti morte.

domenica 17 maggio 2015

MEMORIA


Ogni soffio è tempesta
in un mare di ghiaccio
che conserva ogni onda,
ogni ferita cancrena
aperta per sempre
e rode la mente,
ogni sogno al risveglio
è fiele nel cuore,
la vita mi assale
con fauci affilate,
ma nel gelo dell’anima
è più grande l’orrore.

domenica 10 maggio 2015

OGGI


Di lunghe carovane
intrise di sabbia
dispiegate al sole
e nel vento
bianche vele
bagnate dal sole
e steppe e passi
di canti e nenie
e storie, incantesimi
non è rimasto
che rombo e fumo
metallo rovente
budelli e neon
e materia senza tempo
e cavi e catodi
incubi e visioni.
Non resta
che il vagare inquieto
entro l’eterno confine.
Tutto si espande
e mi rende piccolo.

domenica 3 maggio 2015

ALTRI VERSI PERDUTI


Cumuli nembi
densi di tempesta
deforme prole
di tenere madri
e vane stelle
e vuote labbra
e vuote mani
e versi dolci
subito perduti
nello scrigno labile
costruisco e smembro.

NASCE ARMONIOSA


Nasce armoniosa
la musica
nelle mie viscere
ma gracida
sulle labbra
come la bellezza surreale
di una corsa senza sforzo
sulla schiena del drago
tra le sue gialle creste
luminescenti
nella nebbia dorata
e poi il terrore
dell’attimo futuro
che si materializza dal nulla
nella nebbia del tempo
sbiadiscono nella notte
e tornano ad essere
il ritorno serale
tra tangenziale ed A4
già a Padova Est.

sabato 18 aprile 2015

UN GRUMO


Un grumo io sono
che scricchiola
sotto il suo stesso peso
imprigionato nel tempo
oppresso dalla volta
del cielo
dagli spazi immisurabili
eppure oltre ogni confine
io vedo e ne piango
cercando il microtomo
che separa questo tutto
questa briciola di essere
dal possibile
dai multiversi paralleli
dagli infiniti ottativi non quantistici
dall’indimostrabile non-essere
che solo so creare.

domenica 12 aprile 2015

IL TERZO ESCLUSO


Un’altra febbre fredda
mi ghermisce alle spalle
mi inacidisce le carni
un altro alito corto
mi sfugge dagli occhi
mi balla sul cuore
su questo piccolo muscolo
orizzonte perenne
imploso e inermetico
il tarlo dell’autocoscienza
il consumarsi inesorabile
del germe dell’esistenza.