domenica 16 novembre 2014

IL SEGRETO DEL VII GIORNO


All'alba del settimo giorno gli angeli iniziarono ad intonare un canto di lode a Dio per le meraviglie della creazione. Dio essendo onnipotente riesce a riposare anche mentre gli angeli cantano pur avendo, per così dire, un orecchio finissimo. Infatti si accorse subito che al coro mancava una voce.
“Lucifero” chiamò.
“Osanna al mio Signore”
“Cosa ne dici?”
Forse penserete che la domanda sia un po' stringata, ma gli angeli sono creature estremamente intelligenti e Lucifero capì al volo la domanda, per cui in effetti la domanda era perfetta, del resto Dio sa il fatto suo.
“Signore tutto ciò che fai è perfetto”
“Ma?”
“Ma sarebbe piaciuto anche a me creare qualcosa o sei forse geloso?”
Dio che non può alzare gli occhi al cielo, perché il cielo è sotto di lui, quindi semmai dovrebbe abbassare gli occhi al cielo, e pur non potendolo fare resta onnipotente perché essendo onnipotente può non poter fare qualcosa e restare per l'appunto onnipotente, Dio dunque alzò gli occhi al cielo, anche se non si può fare, ma, come saprete e del resto lo abbiamo già detto, Dio è onnipotente.
“E sia, domani potrai creare una creatura”
Sarebbe probabilmente presumere troppo affermare che tutto ciò infastidì Dio e gli rovinò il suo giorno di riposo, anche perché in effetti la cosa veramente spiacevole accadde, per opera di Lucifero, il giorno seguente.
Non a caso il primo giorno lavorativo della settimana non è un giorno particolarmente gradevole.
E Lucifero quel primo giorno dopo la festa creò la limaccia.
Dio gli disse: “Dalle un nome”
“Slekanc”rispose Lucifero.
“Bello” sorrise Dio “vieni, vediamo cosa ne pensa l'uomo”
Scesero ad Eden e all'uomo fu chiesto di osservare le limacce per una settimana.
La domenica successiva Dio e Lucifero tornarono dall'uomo.
“Sono ingorde, sgraziate, viscide, puzzolenti, cannibali, turpi nei costumi sessuali, del resto mio Signore sono aborrite da tutte le creature, sono le uniche infatti che nessun altra vuole mangiare e questo può diventare un problema giacché esse sono così voraci e così prolifiche.”
Mentre l'uomo parlava le oche e le anatre starnazzavano lì vicino. Ciò non dava fastidio a Dio, che può ascoltare infinite conversazioni simultaneamente, ma infastidì l'uomo che pensò:
“Perché non chiudono il becco”.
Dio sistemò subito le cose, toccò con il suo pensiero i loro becchi e istantaneamente queste furono attratte dalle limacce e cominciarono a mangiarle facendo quindi nel contempo silenzio.
L'uomo sorrise compiaciuto e lodò Dio.
Ciò invece non piacque affatto a Lucifero che, lui sì, era geloso e già si pregustava di vedere gran parte della creazione di Dio divorata dalle sue creature.
Lucifero fece finta di niente, per quanto con Dio non serva, ma pensò subito di vendicarsi. Andò così a parlare al serpente che viveva sull'albero di mele, che poi, dato il ruolo che ebbe fu anche ribattezzato albero della conoscenza del bene e del male, ma questa è la parte della storia che è ben nota.

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