domenica 16 dicembre 2018

DOVE' L'AUTONOMIA DEL VENETO?

Il vicepremier, ex comunista padano, ex paladino dell'autonomia del Nord, ora campione del sovranismo e del nazionalismo italiano, aveva dichiarato che con lui al governo l'autonomia del Veneto e della Lombardia si faceva in un giorno. Ora Fontana chiede per La Lombardia di chiudere entro la fine dell'anno, il che significa che i tempi previsti e con tutta probabilità reali saranno più lunghi. Sarò disinformato, ma dell'autonomia del Veneto non ne ho più sentito nemmeno parlare.
Fate presto, prima che il prode secessionista padano si converta del tutto al centralismo romano !

Gilet e corpi

Macron si sta forse pentendo di aver indebolito i suoi nemici, i sindacati, con cui non voleva perdere tempo a trattare. Ora infatti con i gilet gialli vorrebbe trattare, ma non può. I corpi intermedi non sono così inutili come ormai troppi pensano anche in Italia e l'anarchia è una bella utopia, da lasciare per un lontano futuro, ma con i tempi che corrono e i tanti poteri già in lizza per il dominio della  società troppo pericolosa per la libertà .

sabato 26 maggio 2018

Savona, Calenda e l'Europa

Savona dice tre cose: 1) l'Euro così non funziona,  2) per farlo funzionare ci dave essere un potere politico forte europeo che lo sostiene,  3) se questo non si vuole fare meglio uscire dall'Euro.
Sul terzo punto dissento: il ritorno alla Lira sarebbe un disastro per l'Italia, mentre tutti i paesi rimasti nell'euro  subirebbero comunque un forte contraccolpo.
Ma il punto 1 e 2 sono sacrosante verità. La questione è perché gli europeisti che si stracciano le vesti contro i sovranisti non si attivino per rafforzare l'unione politica devolvendo all'Europa controllo delle banche, finanze e fiscalità, rinunciando al consiglio dei ministri, espressione degli Stati Nazionali, chiudendo la Commissione e instaurando un governo europeo che risponda democraticamente al Parlamento europeo. Evidentemente è più lucrativo per i politici tenersi stretto quel po' di striminzito potere nazionale lasciando il grosso del potere ai tecnocrati di Buxelles. Fa eccezione la Germania che attraverso Bruxelles esercita un potere più sostanziale, in un certo senso coloniale, ma comunque scarsamente efficace sul resto di Europa.
Calenda al congresso di Confindustria ha chiesto di abbandonare la decrescita che rende felici solo chi sta già bene, mentre è la crescita che porta tutti gli altri a star bene. E' una doppia menzogna: da un lato perché nel medio-lungo periodo distruggere il pianeta non farà stare bene nessuno, dall'altro perché decenni di crescita furiosa hanno reso i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
E' ora di far crescere l'uguaglianza sociale, la giustizia, la tutela dell'ambiente e far decrescere i pingui stipendi e i favolosi patrimoni dei Calenda e di tutti gli altri vincenti che si fanno scudo di idee liberali e/o di sinistra per non rinunciare ad un briciolo del loro benessere.
Ragionando sulle affermazioni di Calenda viene da pensare che forse la crisi della sinistra deriva da chi la rappresenta. Purtroppo la vera sinistra ormai non la rappresenta più nessuno, perlomeno nel parlamento italiano. Mentre da quelle di Savona si desume che nelle argomentazioni populiste c'è del vero, e si capisce il perché del loro successo, purtroppo se ne traggono le conseguenze inverse di quelle utili, sempre per lo stesso egoismo di fondo, che si ammanta qui di nazionalismo.
E non so se faccia ridere o piangere che la Lega non tanto tempo fa ancora Lega Nord sia oggi il faro del nazionalismo italiano.
Resta fermo invece che il percorso virtuoso per l'Europa è quello che passa dagli Stati Uniti di Europa e arriva alla Confederazione Cantonale Europea. Ma bisogna far presto o il rischio è che passino i piani B e l'Europa si disgreghi relegando gli europei tra le comparse nel governo del mondo, con tutte le conseguenze dato il contenuto di democrazia, libertarismo, ma anche e soprattutto di tutele sociali della.nostra storia e cultura politica.

http://debolisegnali.altervista.org/Manifesto_eu7dot0.html

venerdì 18 maggio 2018

Sfruttamento pecore

L'ineffabile Brambilla si straccia le vesti per la nuova perfida trovata della giunta capitolina, mandare le pecore a brucare l'erba romana per evitare di doverla tagliare: indegno sfruttamento degli animali.
E' giusto! E' noto a tutti infatti che in natura le pecore passano il tempo a bere mojtos al bar, costringerle a brucare l'erba è una vera crudeltà. 

sabato 7 aprile 2018

Puidgemont free in Germany

I had preferred a strong political assertion for peoples rights, but anyway, as German citizen I am glad that Berlin do not support (again) the (new) fascist regime in Madrid. Mariano "Francisco Franco" Rajoy and all spanish governemnt and judges should be indicted to the International Justice Court for violence against Catalan people, for kidnapping of Catalan Ministers and for the war of Spain against a foreign nation. Free Catalonia!
Ancient nationalism is the opposite of the European commitment for unity, peace, civil right, and economic and social development.
Catalan independence is only a step in the right direction. The future of Europa is a Confederation of small country, like Swiss Cantons, so Catalonia as well should be not a Canton but Taragona, Barcelona, Girona and Lleida should be the Catalan Cantons of European Confederations.

giovedì 21 dicembre 2017

LOS VON ROM, LOS VON WIEN

Via da Roma, Via da Vienna. Era questo, ai tempi del martellatore della Val Passiria, lo slogan dell'irredentismo tirolese. Oggi la Klotz sembra sposare il nazionalismo austriaco, ma la cosa è poco rilevante. L'argomento di discussione dovrebbe essere ormai la cittadinanza europea. Non solo i vecchi stati nazionali non hanno più senso di esistere, in quanto tali, ma la stessa idea di nazione tirolese appare ormai superata. In un'Europa dei cittadini e per i cittadini, con le istituzioni ad essi vicine, il livello cantonale dovrebbe contemplare i 3 cantoni Tirolo, Sud Tirolo e Tirolo Orientale. Più potere a Bolzano, Insbruck, Lienz e Bruxelles e meno, molto meno a Roma e Vienna. E così per tutta la Confederazione Cantonale Europea.

http://debolisegnali.altervista.org/Manifesto_eu7dot0.html

venerdì 10 novembre 2017

TECNOCRAZIA

Che l'Europa fosse divenuta una sorta di tecnocrazia sembrava uno slogan da antagonista, ora che il presidente del parlamento rivendica l'egemonia della politica sui funzionari la cosa assume una prospettiva molto più realistica e dunque pienamente inquietante.
Ma il problema vero non è lo strapotere della BCE, ma la mancanza di potere reale del Parlamento.
E l'Europa continuerà sostanzialmente a non esistere finchè gli Stati Nazionali tramite il Consiglio saranno il vero centro di potere, un centro con troppo potere nominale e nessuna reale capacità decisionale perchè paralizzato dalle divergenze tra gli Stati.
E in questo vuoto i tecnocrati avranno sempre gioco facile.
Stati Uniti d'Europa subito, come primo passo verso la Confederazione Cantonale Europea.

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