domenica 11 gennaio 2015

IL FIGLIO DEL MERCANTE


Un ricco mercante partì per un importante viaggio in Giappone e lasciò il figlioletto ancora in fasce ad un gruppo di istitutori. Ad essi concesse di attingere liberamente alle casse della sua società per provvedere ai fabbisogni del bimbo, ma con l'obbligo di rendicontare ogni spesa al suo ritorno.
Gli istitutori temevano il mercante, ma si dissero tra loro che se avessero abbondato un po' con le spese una piccola percentuale per loro sarebbe uscita senza problemi. Cominciarono così a riempirlo dei vestitini più lussuosi, dei giochi più sofisticati e del cibo più prelibato e abbondarono in tutto.
Accadde che il mercante si ritrovò coinvolto in una guerra e finì in prigione. Di lui non giunsero più notizie. Il bimbo cresceva straviziato e fornito di ogni cosa e naturalmente sovra-alimentato all'inverosimile.
Il bimbo era di natura goloso così non era mai sazio, ma iniziò presto a ingrossarsi e ingrassarsi oltremodo. Gli istitutori pensarono bene di assoldare dei medici, con ulteriore tornaconto per loro, e questi, su suggerimento dei primi, gli diedero ormoni della crescita per aumentarne ancora l'appetito.
Gli anni passarono e il ragazzo crebbe divenendo una specie di gigante, educato solo a divertirsi e a gozzovigliare, circondato sempre dai suoi istitutori, che volentieri si univano a lui nelle feste, nei banchetti e nelle orgie. Naturalmente anche dalle prostitute pretesero la loro quota.
Ormai cominciavano a dubitare del ritorno del mercante, ma sapendo che egli era molto coriaceo il timore di vederselo capitare all'improvviso non gli abbandonava mai completamente. Del resto il loro sistema funzionava talmente bene che non c'era alcun bisogno di altro: i conti erano in regola e il ragazzo era dalla loro parte. Convinsero solo il ragazzo a costruire una nuova splendida villa che diventò per loro una nuovo grandissima fonte di profitti. Il ragazzo vi si stabilì, ma era ormai talmente grasso da non riuscire più a muoversi dal divano del salone centrale.
Intanto in Giappone una nuova guerra vide prevalere lo shogun amico del mercante e lo riportò in libertà e così questi riprese la via di casa.
Quando rientrò a casa e incontrò suo figlio il mercante rimase allibito. Controllò i conti e andò a vedere le case dei precettori, trovandole non poco arricchite. Così licenziò tutti i precettori e tolse ogni cosa al figlio, lo fece mettere a dieta e lo fece educare da maestri severi e integerrimi.
Si premurò di fare il deserto attorno ai precettori tanto da costringerli ad abbandonare il paese.
Il figlio impiegò anni a conformarsi al nuovo modo di vivere, ma alla fine vi ci si adeguò e ne capì il senso e a tempo debito rilevò con successo l'attività del padre.
E dov'è la madre in tutta questa storia? Non c'è, non può esserci, perché una madre, che ama, non avrebbe mai permesso tutto ciò.

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