Trovo su Facebook attribuito a Papa Francesco:
"Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino
essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più
grande impresa del mondo.
Solo
tu puoi impedirne il fallimento.
Molti
ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.
Ricorda
che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada
senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere
felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle
battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l'amore nella
discordia.
Non
è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.
Non
è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti.
Non
è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici
nell'anonimato.
Essere
felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro
che possono viaggiare dentro se stessi.
Essere
felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del
proprio destino.
È
attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel
profondo dell'anima.
È
ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.
È
avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori".
È
avere il coraggio di dire "Mi dispiace".
È
avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te".
È
avere la capacità di dire "Ti amo".
E
quando commetti un errore, ricomincia da capo.
Perché
solo allora sarai innamorato della vita.
Scoprirai
che essere felice non è avere una vita perfetta.
Ma
usa le lacrime per irrigare la tolleranza.
Usa
le tue sconfitte per addestrare la pazienza.
Usa
i tuoi errori con la serenità dello scultore.
Usa
il dolore per intonare il piacere.
Usa
gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non
mollare mai.
Soprattutto
non mollare mai le persone che ti amano.
Non
rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo
incredibile."
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E mi fido dell'attribuzione perché mi torna. Infatti lo scritto è bello solo confonde "essere felici" con "essere vivi".
Così come Giovanni Paolo II diceva "Libertà è volere ciò che si deve essere", ma ovviamente era Dio che decideva cosa dobbiamo essere dunque noi siamo liberi solo se aderiamo alla volontà divina.
Manca solo l'obbligo di esser felici (come nella canzone di Vecchioni: Canzonenoznac da Ipertensione 1975).
Aspettiamo il prossimo Papa?